venerdì 9 ottobre 2009

Collaborative Storytelling


Quando si pensa al Web 2.0 vengono in mente i classici social network, dai soliti FaceBook e Twitter alle reti fra professioni come LinkedIn e Plaxo, oppure agli stessi Blog. Ma fra le pieghe della rete mi sono ritrovato in un interessante sito che propone la realizzazione di racconti in modo collaborativo: Storybird, collaborative storytelling for family and friends.
Nel sito viene data la possibilità di leggere o costruire racconti partendo sia da un'idea narrativa sia da ciò che suscitano alcune immagini che vengono proposte. Il tutto in una veste grafica diretta ai bambini. I racconti che si trovano sono decisamente suggestivi, ricordano le favole di Esopo, con una morale significativa che emerge da un semplice racconto.
Il tutto però non si limita ad un'attività individuale, ma si allarga in modo collaborativo, invitando altre persone a contribuire alla realizzazione del racconto, scegliendo le immagini e inserendo il testo.
Mi sembra uno spazio social web decisamente interessante e pienamente applicabile in campo didattico, seppur limitato nella soluzione grafica. Decisamente utile sia per sperimentare un lavoro di gruppo on line sia per avvicinare i bambini al mondo 2.0.
L'indirizzo è http://storybird.com/

mercoledì 30 settembre 2009


In questi giorni, mentre sto preparando le lezioni per le prossime settimane e qualche intervento di consulenza per un'organizzazione no profit, ho trovato molto interessante convergere tre contributi differenti. Il primo riprende il modello dell'Activity Theory di terza generazione proposto da Y. Engestrom connesso con un procedere dell'apprendimento secondo traiettorie che travalicano i confini (steccati?) esperienziali e professionali (boundery crossing). Il secondo rimanda al mondo socio-sanitario inglese con la proposta di care pathways, ovvero di percorsi, itinerari, traiettorie di cura condivise da un'équipe multidisciplinare e dall'utenza, in una logica di community (network). Infine, un'ulteriore sollecitazione emerge dalle riflessioni di L. Mortari sul tema della cura, intesa come un'attività pratica di promozione del benessere radicata nel sistema relazionale in cui vive la persona.
Mi piace intravedere fra i tre riferimenti un'idea di educazione e di apprendimento frutto della compartecipazione di vari protagonisti nella progettazione e nell'attuazione di un percorso, non sempre certo, flessibile e arricchito da una molteplicità di prospettive. Il progetto d'intervento diviene un artefatto simbolico, inteso come boundery object, frutto del confronto e della riflessione fra agli attori coinvolti, al fine di realizzare un'esperienza di vita nuova e fortemente radicata nel contesto.

martedì 29 settembre 2009

Ripartire

"E lui...
Lui ha bisogno di aria fredda stasera
E non ha tempo per mangiare
Servono scarpe nuove
Serve una sigaretta
Ha rivoluzione nel cuore"
I. Fossati, Miss America