martedì 7 febbraio 2012

Pratiche lavorative e formazione - 25 e 26 gennaio 2012



Il 25 e il 26 gennaio 2012 si è tenuto il secondo seminario di studi del gruppo SIPed "Pratiche lavorative e formazione" presso l'Università di Napoli Parthenope.
L'obiettivo del seminario è stato quello di attivare un confronto tra differenti unità di ricerca appartenenti a diverse università italiane sul tema delle pratiche lavorative. Il titolo del seminario era Le epistemologie delle pratiche professionali. Prospettive pedagogiche e si sono succeduti diversi interventi tesi alla presentazione di ricerche concluse o ancora in essere, rispetto all'analisi delle pratiche lavorative e del cambiamento/apprendimento nei luoghi di lavoro (workplace learning).

Insieme con i proff. Livia Cadei e Domenico Simeone (Università Cattolica) abbiamo presentato una ricerca sulle professioni educativa in rapporto alla definizione dell'identità professionale e il riconoscimento sociale. Il lavoro nasce da alcune questioni, relative all'identità professionale dell'educatore, emerse in un gruppo di lavoro internazionale di cui Livia e Domenico fanno parte.

Ciò che emerge sono delle immagini di ruolo in cui si identificano gli educatori: dal
carismatico al militante, dal burocrate al coach. Categorie che emergono dall'incrocio fra due variabili che descrivono atteggiamenti che vanno dal tecnicismo alla motivazione e dalla normalizzazione alla prevalenza dell'individualizzazione.

Questi quattro profili si inseriscono all'interno di tre sfide poste dall'attuale contesto:
a) il lavoro socio-educativo è sempre più complesso;
b) la fragilità del profilo professionale;
c) una pluralità dei percorsi di formazione.

Secondo il punto di vista di coloro che formano gli educatori si evidenziano due dinamiche di cambiamento delle pratiche di lavoro degli educatori:
1.storica: da un educatore tout court, idealista, socio-politico e militante ad un educatore specializzato, pragmatico, ad azione ristretta e privatistica.
2. personale: da un educatore fragile, dipendente da altre professionalità, che vive solitudine ma anche entusiasmo, ad un educatore con autonomia professionale, con sguardo sistemico, capace di lavoro in equipe.
Il percorso possibile dello sviluppo dell'epistemologia pratica degli educatori può essere rappresentata in questo modo:


Il nostro intervento si è concluso presentando una matrice in cui abbiamo messo in luce i punti di forza e di debolezza del percorso di sviluppo dell'identità professionale, integrati con le variabili a favore e contrarie dell'attuale contesto di lavoro.










Durante il seminario sono state presentate varie ricerche molto interessanti sia dal punto di vista contenutistico sia per l'approccio metodologico. Mi permetto di richiamare l'intervento di M. Striano (Napoli) relativo alla Continuità e cambiamento nei ruoli e nelle pratiche professionali delle donne emigrate nel contesto napoletano. Il lavoro è stato svolto con un gruppo di donne emigrate nel napoletano attraverso il metodo narrativo per comprendere ciò che interviene durante il processo di trasformazione della propria identità professionale, in particolare quando il passaggio è di natura up-down.
Molti ed interessanti sono stati gli interventi dei gruppi di lavoro, da quello Firenze, guidato dai proff. Fabbri e Rossi, a quello della prof. de Mennato (Napoli), nonché quello del prof. Pati (Cattolica di Brescia) e della prof. Pulvirenti (Catania).

Slide dell'intervento

mercoledì 30 novembre 2011

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Learning organization e leadership trasformazionale


Ho partecipato ieri alla seduta di tesi per il mater in "Management infermieristico per le funzioni di coordinamento" e ho avuto la piacevole occasione di essere relatore di due tesi relative al tema dell'apprendimento dall'esperienza e stili di leadership. Beatrice Bao e Barbara Colacci hanno svolto un lavoro davvero interessante riportando modelli e riflessioni in cui è stata più volte ricordata l'importanza di valorizzare le risorse dei propri collaboratori, creare un clima di fiducia, progettare un contesto di lavoro che favorisca un apprendimento continuo e una propensione all'innovazione.
Nella tesi della dott.sa Bao è emersa la centralità della riflessività sul far,e al fine di delineare i fattori più significativi per attuare una learning organization in cui il coordinatore infermieristico diviene un innovatore che sa apprendere dai problemi e capitalizzare la propria esperienza.
Nella tesi della dott.sa Colacci la centralità è stata posta sul tema dell'empowerment e di uno stile di leadership trasformazionale, in cui la credibilità del leader, la capacità di avere una visione condivisa e la valorizzazione del gruppo sono alla base di un buon clima lavorativo e una minore turnazione.

lunedì 12 settembre 2011

Master in Consulenza educativa e accompagnamento in contesti di caring

Mi permetto di segnalare il Master di primo livello in Consulenza educativa e accompagnamento nei contesti di caring, proposto in Università Cattolica del Sacro Cuore - sede di Brescia a partire da Ottobre 2011.

Promotori
Su iniziativa del Centro Studi Pedagogici sulla Vita Matrimoniale e Familiare (Ce.S.Pe.F.).
Con la collaborazione di SINTEMA (ricerca consulenza formazione).
Destinatari

Il Master è rivolto a laureati di qualsiasi Facoltà, in possesso di laurea almeno triennale.
In particolare verrà favorita la partecipazione di operatori con una esperienza lavorativa in ambito scolastico o nei servizi alla persona, presso enti pubblici o del privato sociale.

Finalità
Il Master si propone di formare un operatore nel campo della consulenza e dell’accompagnamento educativo, impegnato nei contesti territoriali di caring.
La sua professionalità sarà il risultato di un percorso di approfondimento scientificoculturale, training educativo, di maturazione personale e di acquisizione di metodi e tecniche relazionali finalizzate a sviluppare capacità di empatia e di ascolto, con una forte impronta non direttiva, per stimolare negli utenti l’assunzione di decisioni autonome e costruttive, nonché la ri-definizione di eventuali schemi di comportamento disfunzionali.
Qui il collegamento alla pagina dell'Università http://brescia.unicatt.it/masters_9510.html

giovedì 7 luglio 2011

Tematiche per il prossimo a.a. per gli studenti di SFP dell'Unimol


Un piccolo catalogo di affermazioni (da evitare) molto ricorrenti nei dibattiti, in molti scritti, nelle conversazioni tra addetti ai lavori sul mondo della scuola e dell’educazione.

Hanno tutti una caratteristica: mescolano elementi di verità con dosi consistenti di imprecisione. Da tale miscela emerge sempre una sorta di inconsapevole rinuncia ad approfondire, precisare, specificare; ma filtra anche una (inconsapevole?) disponibilità al conformismo, all’opportunismo. L’ovvietà, predicata “come se” fosse “verità” si presta al sonno della critica.

LA SCUOLA NON È UN’IMPRESA!
È ovviamente vero, ma... Se diamo al termine “impresa” il suo significato di “impegno collettivo” per giungere a un risultato comune, utilizzando al meglio le risorse, organizzando il lavoro collettivo, creando condizioni per la ripetibilità del risultato e possibilmente per il suo miglioramento, allora certamente la scuola è una impresa. Ovviamente le imprese sono diverse: ...

CI VUOLE L’ALLEANZA TRA SCUOLA E FAMIGLIA
Eschilo fa dire a Laio, dall’oracolo: “Per il bene della città, morirai senza discendenza”. Segna in tale modo, nella fondativa esperienza della democrazia ateniese che sta all’origine della nostra tradizione culturale, la dialettica e contrapposizione tra genos e polis; tra appartenenze ristrette e cittadinanza. Non che le prime siano prive di valore; ma il soggetto se ne trova immerso suo malgrado; la seconda è invece fondata sul principio di “deliberazione”

LA CENTRALITÀ DEL SOGGETTO
“Mettere il soggetto al centro”, nei processi di formazione, sembra una sorta di affermazione di salvaguardia rispetto a “manipolazioni” o “inculcamenti”, omologazioni; esortazione a “personalizzare”, confondendo “persona” con “individuo...

IL FUTURO È LA SOCIETÀ DELLA CONOSCENZA
Dall’invenzione dell’agricoltura (16 mila anni) il 90% della biomassa del pianeta è stata selezionata a rappresentare poco più di una decina di piante alimentari e altrettanti animali, sulle migliaia disponibili “in natura”. Una millenaria selezione, che ha trasformato il pianeta e la sua natura, che è partita dalla “conoscenza” estesa e diffusa delle popolazioni ...

OCCORRE VALORIZZARE IL MERITO!
Sono ansioso di scoprire qualcuno che sostenga, con altrettanta enfasi, il contrario ( certo lo si fa in pratica, lo sappiamo, ma senza dirlo e tanto meno sostenerlo). “Valorizzare” però significa “assegnare valore” e dunque occorrerebbe sciogliere l’ambiguità dell’ovvio definendo in modo sensatamente ...

OCCORRE GARANTIRE IL SUCCESSO FORMATIVO
L’ambiguità del termine “successo” è somma. A scioglierla non contribuisce certo il fatto che il termine si cominciò a utilizzare avendo di mira i processi di selezione e esclusione dall’istruzione e per sottolineare la necessità di recuperarne i guasti personali e sociali. Usare la parola “successo” (che ha un originale significato selettivo: affermarsi, vincere, conquistare...) quando si abbia a che fare con il rimediare ...

BISOGNA FAR FUNZIONARE L’ASCENSORE SOCIALE
Affermazione legata alla precedente per molti versi. Che i “migliori” debbano andare avanti lo afferma anche la nostra Costituzione. E la “meritocrazia” è un tormentone storico da Platone in poi. Ma a chi si diletta di tale espressione (l’ascensore) occorrerebbe ricordare che ...

DIFENDERE IL VALORE LEGALE DEL TITOLO DI STUDIO
L’istanza viene, spesso rabbiosamente, ripetuta da chi in essa iscrive la garanzia del carattere pubblico dell’istruzione e l’affermazione di un diritto, che sarebbero sintetizzati nella certificazione dello Stato. Storicamente il “valore legale” del titolo di studio è stato un elemento del compromesso sociale...

BISOGNA COMBATTERE CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELLA SCUOLA
Detto così si tratta di battaglia giusta ma di piccola-piccolissima leva. La scuola privata e la paritaria costituiscono nel nostro sistema una realtà del tutto residuale, sia per quantità, sia ancor più per qualità. (Confrontare per esempio il peso che essa ha non solo nei paesi di tradizione anglosassone, ma anche in Francia). ...

BISOGNA INDIGNARSI
L’indignazione sembra proporsi come nuovo fronte e stile della lotta politica. Ed è del tutto evidente che materia per l’indignazione se ne fabbrichi abbondantemente in questa fase politica. Penso che l’indignazione sia come l’orgasmo dei cattivi amanti: dura un attimo e poi cede al sonno. Filtra però, dall’indignarsi (pure giustificato e necessario) un rivolo di “antipolitica”...

Ogni affermazione può essere approfondite nel sito education2.0

mercoledì 29 giugno 2011

Evoluzione tecnologica nella didattica: due tesi sui videogiochi


Martedì 28 è stata una giornata in cui Scienze della Formazione Primaria dell'Unimol ha laureato numero studentesse meritevoli. In particolare, ho avuto la fortuna di avere due correlazione davvero interessanti relative rispettivamente a due tesi nell'ambito del corso di Tecnologia dell'istruzione del prof. Bruni. La prima tesi, realizzata dall'attuale dott.ssa Angela Marrone ha sviluppato una riflessione e una sperimentazione su SPORE un notevole videogioco utilizzato per l'apprendimento nella scuola primaria nell'ambito del corso di Scienze. La seconda tesi, realizzata dalla dott. Silvia Mastrocola ha posto l'attenzione sull'uso della Wii sempre nella scuola primaria attraverso una specifica sperimentazione.
Mi permetto di mettere in evidenza alcuni passaggi significativi: l'incredibile sviluppo della tecnologia dei videogiochi che permettono un'apertura sociale del gioco, attraverso la collaborazione/competizione con altri "giocatori", l'attività ludica come specifica occasione di apprendimento, in particolare nell'ambito scolastico e con materie solitamente ostiche come la matematica e scienze, il valore culturale del videogioco che permette una progressiva costruzione di un artefatto cognitivo e culturale espressione del processo e dell'ambiente che si sviluppano nella pratica del gioco, nonché la dimensione connessa con la motivazione e la finalizzazione del proprio impegno per raggiungere gli obiettivi.
Nei due lavori che presentano anche una sperimentazione precisa in ambito scolastico emergono molti altri aspetti decisamente interessanti sia dal punto di vista didattico sia dal punto di vista della metodologia del gioco e dell'animazione.
Ringrazio il prof. Bruni per avermi coinvolto nella correlazione delle tesi e faccio i più sinceri complimenti, e un grosso in bocca al lupo alle neo dottoresse.

mercoledì 1 giugno 2011

Ed. Permanente e adulti - Unicatt-Poli Infermieristica. La consulenza educativa

L'ultima lezione del corso ha visto un interessante confronto sul tema dell'aultità e della consulenza educativa.
Riguardo al primo una mappa ha permesso di fare emergere i significati comuni relativi all'essere adulto aprendo poi il dibattito fra la distanza tra il modello e la realtà. Da qui l'animato confronto sui temi dell'autonomia, della responsabilità, della libertà come quelli del cambiamento, della regressione, della molteplicità e della differenza. Un focus interessante è il rapporto fra principi universali e pluralità della differenza.
Lascio a voi corsisti lo spazio per proseguire il confronto.
Riguardo al tema della consulenza educativa i riferimenti sono tratti dal volume di D. Simeone, La consulenza educativa, edito da Vita e Pensiero. I temi essenziali rimandano alla relazione d'aiuto, al riconoscimento delle risorse presenti nella persona e le sue competenze da cui avviare un progetto di sviluppo di nuove competenze per gestire se stessi nelle differenti situazioni che la realtà pone.
Qui le slide finali.
In chiusura, ringrazio ad uno a uno ogni corsista per la presenza attenta e partecipata alle lezioni, offrendo a me l'ennesima opportunità di apprendimento!