venerdì 20 febbraio 2015

PASsando al tecnologico

Nell'edizione dei Percorsi Abilitanti Speciali PAS svolta presso l'Unimol nelle lezioni di Didattica e nel Lab. di Tecnologie per l'Apprendimento ho avuto l'occasione di conoscere  corsisti molto interessati e caparbi. Hanno cercato le ragioni profonde delle proposte, applicando e sperimentando possibile dispositivi didattici che unissero la "tradizione" con le nuove tecnologie. Sia il riferimento al modello EAS del prof. Rivoltella sia l'attenzione alla progettazione per mappe qui il riferimento è al prof. Rossi, sono state traiettorie significative per riformulare, anche con fatica, la propria pratica didattica.
Un risultato davvero interessante è il lavoro sviluppato da una docente R. Camerino (docente di Latino sottolineo), con i sui alunni del III Liceo di Santa Croce di Magliano, si tratta di un lavoro che  sarà presentato fuori concorso a Roma presso la Libera  Università degli Studi Maria SS.ma Assunta (LUMSA) prima della premiazione della quarta edizione del Certamente di poesia Latina Vittorio Tantucci e Scevola Mariotti il 29 aprile con il patrocinio del Ministero per i Beni culturali e del Turismo e del Ministero dell'Istruzione Universita' e Ricerca.
L'artefatto finale del percorso svolto è una presentazione in prezi che si può consultare a questo linhttps://prezi.com/e0fpbw1libxv/non-scholae-sed-vitae-discimus/

L'incontro tra tradizione e tecnologie non è sempre scontato ma può essere possibile non tanto per il superamento di difficoltà tecniche, ma dalla volontà da parte degli insegnati a "pensare differente", nel provare a mettere in gioco alcune proprie sicurezze per ampliare il proprio bagaglio con prospettive nuove e innovative.

Molti altri corsisti hanno realizzato lavori davvero interessanti

venerdì 5 dicembre 2014

Il 7 novembre sono stato all'università di Teramo per un interessante incontro sulle Soft Skills all'interno di un percorso sull'orientamento professionale. Qui il link     alla locandina dell'incontro. Il gruppo ha partecipato con entusiasmo  focalizzando l'attenzione sull'importanza del lavoro di gruppo, sulla comunicazione e la negoziazione.  Le diverse provenienze ed esperienze hanno permesso di sperimentare operativamente la difficoltà a trovare il punto di accordo e trovate una soluzione condivisa. Infine, centrale è stata una riflessione sulla capacità di valorizzare ogni contesto ed esperienza per sviluppare un proprio profilo di professionalità. L'apprendimento continuo tramite la riflessione sull'esperienza rappresenta un fattore centrale nella nostra società veloce e centrata sul capitale intellettuale. Un plauso ai partecipanti e alla dott.ssa Serpietri per l'organizzazione dell'evento.
Qui alcune immagini dei lavori.




mercoledì 19 novembre 2014

Elogio della mente critica - E. Di Nuoscio



Il prof. E. Di Nuoscio in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico 2014/15 presso l'Università del Molise ha svolto un'interessante prolusione del titolo Elogio della mente critica. 

Qui alcune righe e nel titolo sotto riportato il link al testo completo:
Soprattutto nelle società, come quelle contemporanee, altamente “artificializzate”, 
nelle quali ognuno di noi non è autarchico nella soluzione dei propri problemi, ma 
vive in un mondo che dipende in buona parte dalle conoscenze altrui, è più che mai 
evidente che la “sconfitta” dell’ignoranza non è una battaglia che possiamo condurre 
solo accrescendo le nostre conoscenze, bensì essendo liberi di interagire con gli altri, 
di discutere e confrontarsi con interlocutori che si trovano in differenti circostanze e che 
proprio per questo posseggono altre conoscenze. 
È questa è la ragione per cui la “società aperta” è per definizione un ordine spontaneo. 
Ed essendo tale si rivela lo strumento più efficace per esplorare l’ignoto, perché stimola 
la più ampia produzione e circolazione di conoscenze, garantendo quella superiore 
capacità di problem solving che, come ci insegna la storia, ha assicurato un vantaggio 
evolutivo ai gruppi sociali che ne hanno beneficiato.

 Elogio della mente critica

venerdì 30 maggio 2014

Seminario "Ipotesi di Tesi" - Unimol

Mercoledì 28 maggio alcune neo dottoresse e un dottore in Scienze della Formazione Primaria (Sara Piscitani, Daniela Perrella, Antonella Mignogna, Mario Fratino e Alessia Di Gregorio) hanno presentato i loro lavori di tesi durante un Seminario organizzato nell'ambito del corso di Specializzazione sul sostegno. L'occasione è stata realizzata al fine di valorizzare gli studi e le ricerche svolte durante la preparazione della tesi di laurea e attivare un'occasione di confronto con i corsisti su tematiche inerenti il tema dell'educazione e della disabilità
L'iniziativa ho posto l'accento sull'importanza di almeno tre aspetti:
1. se l'apprendimento è strettamente correlato con la dimensione sociale, le opportunità di crescere aumentano con il confronto con altri, da qui la motivazione a mettersi in gioco, presentare il proprio lavoro come uno sguardo possibile sulla realtà;
2. se l'esperienza innesca i processi di apprendimento, la riflessività è ciò che favorisce la riconfigurazione dei nostri saperi e li connette con un punto di vista più ampio, va da sé quindi che ri-flettere con gli altri permette di individuare nuovi traguardi di apprendimento;
3. se fare docenza significa promuovere competenze e autonomia, ciò è possibile se questo progetto di formazione è condiviso e co-progettato con gli altri, da qui l'idea di una comunità di pratica tra docenti con l'intento di capitalizzare le proprie attività professionali e avviare un efficace lavoro di gruppo.
Qui alcune immagine del Seminario:



venerdì 4 aprile 2014

Adolescenti nella rete: rischi e opportunità- Congresso "L'adolescente" Fondazione Poliambulanza Brescia

Si è tenuto oggi un interessante congresso presso la Fondazione Ospedaliera Poliambulanza che ha posto a tema l'adolescenza analizzandola da differenti punti di vista. Il prof. Chiumello, responsabile scientifico del convegno ha sollecitato il confronto invitando esperti provenienti dal mondo psicologico, medico, pedagogico e giuridico.



Presentazione delle mie Slide Adolescenti nella rete http://prezi.com/b2zimf3y1lpf/adolescenti-nella-rete-rischi-e-opportunita/

lunedì 18 novembre 2013

Progettare per competenze. Incontro all'Eremo di Bienno con gli IRC

Nel meraviglioso scenario della media Valle Camonica, presso l'Eremo di Bienno, sabato 16 novembre ho avuto una bella occasione di confronto con gli insegnati di religione cattolica riguardo al progettare per competenze. Con il mio intervento, dal titolo Il valore formativo delle competenze, ho tentato di mettere in luce che educare ed insegnare attraverso le competenze richieda la trasformazione e il superamento del paradigma progettuale centrato sulla priorità della teoria sulla pratica. Il superamento di alcuni criteri, ritenuti centrali della progettazione tradizionale, per moltissimo tempo: prima impari, poi provi; qui comprendi là applichi; prima la scuola poi il lavoro. Una successione causa effetto che porta necessariamente a considerare la pratica, l’operatività, il fare come una mera esecuzione dei modelli teorici pre-confezionati e memorizzati in precedenza. Un nuovo paradigma è possibile in cui la prospettiva pone al centro il protagonismo di che apprende, l’elaborazione, la trasformazione e il miglioramento continuo. La competenza è l’espressione di una strategia personale al fine di svolgere un’attività finalizzata ad un compito/problema, pienamente legata al contesto specifico e alla comunità di riferimento. Una performance frutto dell’integrazione delle risorse personali (innate e acquisite) e delle risorse del contesto. Quindi una competenza è sempre connessa con un’attività contestualizzata. Apprendere competenze quindi richiede legare indissolubilmente i saperi con la realtà, sviluppare sintesi e integrazione tra la teoria e la pratica, sperimentarsi in compiti autentici e reali in cui l’efficacia delle attività è data dal superamento degli steccati disciplinari. Insegnare competenze sollecita a trasformare il “manuale” in libro della vita, recuperare il vissuto specifico dei ragazzi come “campo pedagogico” principale dal quale far scaturire, tramite una riflessione condivisa, i saperi centrali. Ogni competenza diventa quindi un traguardo da raggiungere attraverso un percorso didattico che mette in equilibrio una pluralità di mediatori didattici, di canali comunicativi, di situazione reali al fine di promuovere un apprendimento significativo e profondo. Il percorso di progettazione si compone non solo dei contenuti e degli argomenti richiesti dal programma, ma si articola in base a molteplici strumenti didattici delineando una traiettoria di apprendimento in continua ridefinizione. Il coinvolgimento attivo degli allievi anche in fase di progettazione diventa opportunità per sollecitare la motivazione e l’interesse, condividendo e formalizzando obiettivi attesi e modalità di valutazione.

domenica 27 ottobre 2013

Lavorando s'impara. Riflessioni didattiche sulla formazione esperienziale

L’apprendere dall’esperienza all’interno dei contesti di lavoro rappresenta nella nostra società complessa una necessità professionale indispensabile. Un’abilità che può essere acquisita già durante i percorsi formativi, all’interno delle esperienze di tirocinio e di stage e rafforzata durante l’attività di lavoro in gruppo. Ciò richiede una progettazione formativa aperta ad una pluralità di interlocutori che condividono medesimi traguardi, l’attivazione di metodologie didattiche che valorizzano la sperimentazione, la scoperta, la riflessività sulla pratica, il confronto e lo scambio di idee, nonché la trasformazione del contesto di lavoro in un autentico ambiente di apprendimento. Il volume svolge un approfondimento su queste tematiche, prendendo in esame tre percorsi di apprendimento nei contesti di lavoro: il tirocinio curriculare, lo stage post curriculare e il lavoro di gruppo. Nel testo sono descritti, alla luce dei principali apporti nazionali e internazionali, i processi chiave e i modelli didattici più coerenti per favorire un apprendimento esperienziale.
PensaMultimedia

giovedì 26 settembre 2013

"Soft skill" in occasione del XVIII WORKSHOP ON THE DEVELOPMENTS IN THE ITALIAN PHD RESEARCH ON FOOD SCIENCE TECHNOLOGY AND BIOTECHNOLOGY

Il 26 settembre ho partecipato ad un interessante Workshop rivolto a tutti i dottorandi dell'area FOOD SCIENCE TECHNOLOGY AND BIOTECHNOLOGY, a Conegliano (TV). E' stata una bella e rara occasione in cui aree disciplinari distanti, le scienze sociali da una parte e le scienze tecnologiche dall'altra si sono incontrate per delineare il migliore approccio per "stare" nei contesti di lavoro. In particolare, ho approfondito come le "soft skill" siano ancora marginalizzate nei percorsi formativi, in particolar modo nel mondo universitario e dall'altra parte siano estremamente importanti per l'attuale mondo del lavoro. Per l'occasione ho approfondito il tema del lavoro di gruppo con le sue dinamiche e fasi evoluti, la comunicazione con gli aspetti multidimensionali e i processi decisionali con l'esempio delle euristiche. L'occasione ha suscitato curiosità e interesse, nonchè voglia di riflettere sulle proprie modalità di lavoro in gruppo/i di ricerca e nelle modalità di vivere la formazione universitaria. Nel link alcune slide presentate durante l'intervento.

sabato 14 settembre 2013

Il profili del formatore

Inserisco una breve presentazione fatta in prezi sui profili del formatore.
Buona visione


sabato 23 marzo 2013

Corso Formazione Impresa Creativa


Hai un'idea per sviluppare il tuo talento e creare una tua impresa?

Percorso formazione d'impresa creativa

Università del Molise
da aprile 2013 a maggio 2013
50 ore di formazione

per informazione
Centro UnimolManagement
tel. 0874 404831

giovedì 7 giugno 2012

Alcuni spunti sulla lettura

In occasione di un incontro sul tema della lettura e dei libri, ho preparato una breve presentazione utilizzano Prezi un sito web che permette di lavorare on line e realizzare una sorta di poster, una mappa di argomenti. Sono poi messi in successione con focalizzazioni originali che incalzano il pubblico e favoriscono l'associazione logica. La mappa presentata si appoggia su un contenitore logico dato dalle tappe della vita e per ogni tappa vengono proposti alcuni libri per riflettere sulle caratteristiche, sui vissuti, sulle contraddizioni emergenti.
Qui il link http://prezi.com/qrds0y17qi6w/libri-per-riflettere/


venerdì 30 marzo 2012

Lavoro di gruppo e progettare l'animazione

Terzo incontro con il gruppo adolescenti e giovani dell'Oratorio di Caionvico per un affondo sul tema dell'animazione e del gruppo.
In questa occasione abbiamo analizzato alcuni fattori chiave per l'attivazione di un gruppo di lavoro, mettendo in luce i seguenti punti:
Struttura, Processi, Procedure, Ambiente.
Per ogni variabile ci si è posti alcune domande al fine di riflettere sull'attuale "stato di forma" del gruppo.
Per comprendere le modalità più efficaci per attivare un lavoro di gruppo si è partiti da una sequenza tratta da Master and Commander, in cui Russell Crowe, nei panni del comandante rafforza lo spirito di gruppo (relazione) e di squadra (obiettivo) indicando il senso, l'obiettivo, i compiti e i ruoli che il gruppo deve assumere e condividere.
Il passaggio da semplice gruppo a gruppo di lavoro richiede però che siano superate alcune fasi di sviluppo propedeutiche alla maturità relazionale e operativa dei partecipanti. In questo caso si evidenzia la necessità anche di attività di coordinamento che favorisca la piena integrazione fra la molteplicità dei ruoli, tutti impegnati per svolgere specifiche attività che mirano al medesimo obiettivo (la sig.ra Raku è stata un buon punto di riferimento).
Infine, abbiamo condiviso una questione di metodo per stendere un progetto di grest che abbia un respiro di animazione educativa e non di solo "vento nel cortile".
La progettazione che parte da un racconto offre quel panorama, orizzonte entro il quale posizionare gli obiettivi e i messaggi che dovranno arrivare ai partecipanti del grest. I giochi e le attività avranno quindi una cornice di senso che permette ai partecipanti di percorrere un viaggio che li trasformerà.
Qui di seguito trovate le slide che abbiamo condiviso insieme.

sabato 24 marzo 2012

Il lavoro di gruppo

Secondo incontro con il gruppo di giovani e adolescenti di Caionvico in preparazione dell'attività di animazione da proporre nel periodo estivo. Il tema della serata è stato il lavoro di gruppo, sia come oggetto di riflessione sia come attività da realizzare insieme secondo un metodo condiviso.
Siamo partiti da una definizione classica i"il gruppo è un insieme di persone con un obiettivo comune caratterizzato per l'interdipendenza fra i suoi membri".
Nella sua semplicità, questa definizione ci ha permesso di riflettere su tre questioni chiave:
1. L'insieme di persone: Chi siamo? Chi ci sta? … avete forse paura? avere la percezione del gruppo, dell'insieme, del sentirsi parte di, risponde al bisogno di sentirsi appartenenza e identificazione in qualcosa che aggrega e unisce tutti i membri. Ciò però deve favorire la presentazione di ciascuno in modo che siano rese evidenti sia le affinità sia le specificità di ognuno. Per favorire questa riflessione è stato utile condividere il "discorso alla spogliatoio" di Al Pacino nel film Ogni maledetta domenica, motivazione, senso di appartenenza e interdipendenza emergono chiaramente.
2. Obiettivo comune: qual è la nostra meta? Perché? questo stimolo ci ha permesso di iniziare a definire il traguardo finale dei nostri incontri. Il ragazzi hanno identificato quello che vorrebbero raggiungere con l'attività di animazione estiva, hanno espresso alcuni loro sogni, aspettative, desideri. Una sequenza per sollecitare la motivazione è stata tratta dal film Alla ricerca della felicità, in cui Will Smith sollecita il figlio ad inseguire il proprio sogno.
3. Interdipendenza: siamo una squadra? quali risorse e quali limiti? a questo punto il gruppo ha provato a "censire le risorse", vedere nel gruppo quali abilità, attitudini fossero presenti e come valorizzarle in vista delle attività da realizzare. A questo punto entrano in gioco ruoli differenti e competenze differenti che devono trovare un metodo per amalgamarsi al meglio. Le parole di Julio Velasco diventano un'indicazione magistrale.
L'incontro è terminato con la volontà di tutti di proseguire il percorso e rafforzare altre competenze necessarie per diventare animatori educativi.

venerdì 2 marzo 2012

Problem Solving - Corso di formazione in Cariparma per Unicatt



E' stata una bella giornata di formazione, il gruppo ha partecipato con entusiasmo ed alla fine tutti erano soddisfatti. A Piacenza, nell'ambito di un corso di formazione per i dipendenti di Cariparma in partnership con l'Università Cattolica, ho tenuto una giornata sul tema del problem solving. In particolare, il gruppo ha affrontato alcuni aspetti relativi al decision making e alle modalità elaborative che si attuano durante i processi decisionali. I corsisti avranno ancora 3 dure giornate con altri due colleghi molto bravi.

Le tematiche affrontate hanno messo in luce la differenza fra la razionalità assoluta, tipica dell'home oeconomicus e un approccio a razionalità limitata, che descrive le reali modalità e possibilità di decisione espresse da una persona normale.
Per descrivere al meglio i due profili abbiamo analizzato due filmati decisamente evocativi: il discorso di Gekko in Wall Street e l'analisi dell'Ultima cena nel film Codice da Vinci.
Il primo descrive con realismo impressionante la situazione finanziaria, economica ma anche sociale di una società sottomessa alla logica del profitto a tutti i costi.
Mentre la sequenza successiva mette in luce quanto la nostra percezione modifica ciò vediamo, anzi seleziona gli elementi ci permettono di evitare situazioni di crisi e conflitto.

Nella fase successiva i corsisti hanno affrontato il gioco delle 4 linee rette con le quali unire 9 punti senza staccare la matita. Il gioco favorisce la comprensione della necessità di uscire da logiche di ragionamento routinarie e scontate, aprendosi ad una visione più allargata, più distaccata, ovvero prendere consapevolezza del contesto entro cui ci posizioniamo.

Con l'aiuto di alcune sequenze di Apolli 13 abbiamo sviluppato le varie parti del problema solving partendo da "Houston abbiamo un problema!", passando dall'analisi del problema, la definizione dell'obiettivo per giungere poi alla soluzione finale.

Alla luce delle euristiche (modalità di elaborazione che guidano i nostri processi decisionali) abbiamo analizzato alcuni esempi e stereotipi che dipendono dalla nostra disponibilità di informazioni o dalla frequenza con cui osserviamo un evento.

Il tutto è terminato con il mitico dilemma del contadino su come suddividere l'eredità per i suoi figli sempre più numerosi.


martedì 21 febbraio 2012

Le parole chiave dell'animazione


Il 17 febbraio ho avuto l'occasione di incontrare un bel gruppo di adolescenti e giovani dell'Oratorio di Caionvico (BS) per parlare del tema dell'animazione. Per l'occasione ho pensato di recuperare sette parole chiave che possono diventare un punto di riflessione sul "fare animazione".


1. Il sogno.
Il sogno, l'idea e l'energia che ne scaturisce sono il primo segno dell'animazione. Ogni animatore e ogni gruppo di animazione porta con sé un grande sogno, un disegno tratteggiato all'orizzonte che guida e da segno ad ogni scelta ed ogni azioni. E' il sogno che guida un viaggio, un cambiamento. Pacth Adams ha un grande sogno che caratterizza ogni azioni che svolge nella sua attività di clown-terapia, non sono semplici gesti occasionali, ma segni di un disegno più ampio, di una strategia che tende a realizzare il sogno.

2. La velocità del tempo
L'animazione è coinvolgimento, passione, immersione. Nel momento che si realizza un evento di animazione il tempo "vola" passa veloce, ci si immerge in un'attività che fa perdere il senso del tempo. Questa è la sensazione collegata al divertimento, alla soddisfazione, al vivere un momento piacevole e pieno di energia. Quindi il tempo dell'animazione è un tempo percepito come veloce. L'animazione richiede anche un tempo lento, di riflessione, di preparazione, di valutazione che richiede impegno e dedizione.

3. Musica
L'animazione è musica ed è come la musica, fatta di regole e emozioni. E' uno spartito di attività organizzate con precisione e che nel loro svolgersi promuovono emozioni. Come ogni spartito, anche nell'animazione c'è lo spazio dell'interpretazione, la possibilità per ognuno di esprimere le proprie risorse e talenti all'interno di un disegno condiviso che sa porre limiti e obiettivi, ma anche occasioni di trasporto ed ebrezza.

4. Il metodo
L'animazione segue un metodo, non sequenziale, previsionale, strutturato, rigido. Il metodo dell'animazione ha una logica combinatoria (mette insieme un pluralità di aspetti), una logica di apertura (attenzione a tutto ciò che accade durate l'attività) e una logica di co-costruzione (non c'è animazione se non c'è un incontro con l'altro). Il metodo però non sono istruzioni per l'uso, richiede una coscienza intelligente capace di andare oltre agli steccati per creare ogni volta un "artefatto" nuovo.

5. La cassetta degli attrezzi
L'animazione impiega almeno quattro strumenti: la relazione, attraverso la quale si apre il contatto con l'altro e si costruisce un rapporto di fiducia; l'intenzionalità, che esprime la finalità alla quale si tende; la personalità, ci si gioca in prima persona senza paura assumendosi responsabilità e oneri; la progettazione, non si anima a caso, si segue un progetto, un percorso che delinea il futuro senza incastrarlo in schemi fissi.

6. L'animatore
Ci sono cinque azioni centrali per coloro che vogliono essere degli animatore educativi: sensibilizzare, accendere i sensi, ri-vitalizzare le persone; promuovere, muovere verso nuovi orizzonti, far esprimere nuove risorse; rendere partecipi, coinvolgere, far sentire l'altro protagonista; provocare, stupire, giocare con l'inatteso; trasforma, genera il cambiamento, co-costruisce nuovi significati.

7. Gli strumenti
Ad ogni animatore il suo strumento, ad ogni bambino la modalità migliore per esprimersi: narrazione, musica, teatro, giochi nuovi e tradizionali, pittura, costruzioni, sperimenti, bans, clown, ecc. Ci sono un'infinità di strumenti che si possono utilizzare durante l'animazione, per ognuno è necessario rispettare però tempi, metodi, regole, ruoli.

A questo elenco manca un'altra parola chiave ma che richiede uno spazio specifico, il gruppo. A questo tema sarà dedicato il prossimo incontro.


Per approfondire
P. Triani, Ipotesi sul metodo dell'animazione, in AA.VV., L'animazione socio-culturale, Gruppo Abele, Torino.
L. Cadei, Le radici pedagogiche dell'animazione educativa, Educatt, Brescia.
M. Pollo, Educazione come animazione, LDC, Torino.

martedì 7 febbraio 2012

Pratiche lavorative e formazione - 25 e 26 gennaio 2012



Il 25 e il 26 gennaio 2012 si è tenuto il secondo seminario di studi del gruppo SIPed "Pratiche lavorative e formazione" presso l'Università di Napoli Parthenope.
L'obiettivo del seminario è stato quello di attivare un confronto tra differenti unità di ricerca appartenenti a diverse università italiane sul tema delle pratiche lavorative. Il titolo del seminario era Le epistemologie delle pratiche professionali. Prospettive pedagogiche e si sono succeduti diversi interventi tesi alla presentazione di ricerche concluse o ancora in essere, rispetto all'analisi delle pratiche lavorative e del cambiamento/apprendimento nei luoghi di lavoro (workplace learning).

Insieme con i proff. Livia Cadei e Domenico Simeone (Università Cattolica) abbiamo presentato una ricerca sulle professioni educativa in rapporto alla definizione dell'identità professionale e il riconoscimento sociale. Il lavoro nasce da alcune questioni, relative all'identità professionale dell'educatore, emerse in un gruppo di lavoro internazionale di cui Livia e Domenico fanno parte.

Ciò che emerge sono delle immagini di ruolo in cui si identificano gli educatori: dal
carismatico al militante, dal burocrate al coach. Categorie che emergono dall'incrocio fra due variabili che descrivono atteggiamenti che vanno dal tecnicismo alla motivazione e dalla normalizzazione alla prevalenza dell'individualizzazione.

Questi quattro profili si inseriscono all'interno di tre sfide poste dall'attuale contesto:
a) il lavoro socio-educativo è sempre più complesso;
b) la fragilità del profilo professionale;
c) una pluralità dei percorsi di formazione.

Secondo il punto di vista di coloro che formano gli educatori si evidenziano due dinamiche di cambiamento delle pratiche di lavoro degli educatori:
1.storica: da un educatore tout court, idealista, socio-politico e militante ad un educatore specializzato, pragmatico, ad azione ristretta e privatistica.
2. personale: da un educatore fragile, dipendente da altre professionalità, che vive solitudine ma anche entusiasmo, ad un educatore con autonomia professionale, con sguardo sistemico, capace di lavoro in equipe.
Il percorso possibile dello sviluppo dell'epistemologia pratica degli educatori può essere rappresentata in questo modo:


Il nostro intervento si è concluso presentando una matrice in cui abbiamo messo in luce i punti di forza e di debolezza del percorso di sviluppo dell'identità professionale, integrati con le variabili a favore e contrarie dell'attuale contesto di lavoro.










Durante il seminario sono state presentate varie ricerche molto interessanti sia dal punto di vista contenutistico sia per l'approccio metodologico. Mi permetto di richiamare l'intervento di M. Striano (Napoli) relativo alla Continuità e cambiamento nei ruoli e nelle pratiche professionali delle donne emigrate nel contesto napoletano. Il lavoro è stato svolto con un gruppo di donne emigrate nel napoletano attraverso il metodo narrativo per comprendere ciò che interviene durante il processo di trasformazione della propria identità professionale, in particolare quando il passaggio è di natura up-down.
Molti ed interessanti sono stati gli interventi dei gruppi di lavoro, da quello Firenze, guidato dai proff. Fabbri e Rossi, a quello della prof. de Mennato (Napoli), nonché quello del prof. Pati (Cattolica di Brescia) e della prof. Pulvirenti (Catania).

Slide dell'intervento

mercoledì 30 novembre 2011

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Learning organization e leadership trasformazionale


Ho partecipato ieri alla seduta di tesi per il mater in "Management infermieristico per le funzioni di coordinamento" e ho avuto la piacevole occasione di essere relatore di due tesi relative al tema dell'apprendimento dall'esperienza e stili di leadership. Beatrice Bao e Barbara Colacci hanno svolto un lavoro davvero interessante riportando modelli e riflessioni in cui è stata più volte ricordata l'importanza di valorizzare le risorse dei propri collaboratori, creare un clima di fiducia, progettare un contesto di lavoro che favorisca un apprendimento continuo e una propensione all'innovazione.
Nella tesi della dott.sa Bao è emersa la centralità della riflessività sul far,e al fine di delineare i fattori più significativi per attuare una learning organization in cui il coordinatore infermieristico diviene un innovatore che sa apprendere dai problemi e capitalizzare la propria esperienza.
Nella tesi della dott.sa Colacci la centralità è stata posta sul tema dell'empowerment e di uno stile di leadership trasformazionale, in cui la credibilità del leader, la capacità di avere una visione condivisa e la valorizzazione del gruppo sono alla base di un buon clima lavorativo e una minore turnazione.

lunedì 12 settembre 2011

Master in Consulenza educativa e accompagnamento in contesti di caring

Mi permetto di segnalare il Master di primo livello in Consulenza educativa e accompagnamento nei contesti di caring, proposto in Università Cattolica del Sacro Cuore - sede di Brescia a partire da Ottobre 2011.

Promotori
Su iniziativa del Centro Studi Pedagogici sulla Vita Matrimoniale e Familiare (Ce.S.Pe.F.).
Con la collaborazione di SINTEMA (ricerca consulenza formazione).
Destinatari

Il Master è rivolto a laureati di qualsiasi Facoltà, in possesso di laurea almeno triennale.
In particolare verrà favorita la partecipazione di operatori con una esperienza lavorativa in ambito scolastico o nei servizi alla persona, presso enti pubblici o del privato sociale.

Finalità
Il Master si propone di formare un operatore nel campo della consulenza e dell’accompagnamento educativo, impegnato nei contesti territoriali di caring.
La sua professionalità sarà il risultato di un percorso di approfondimento scientificoculturale, training educativo, di maturazione personale e di acquisizione di metodi e tecniche relazionali finalizzate a sviluppare capacità di empatia e di ascolto, con una forte impronta non direttiva, per stimolare negli utenti l’assunzione di decisioni autonome e costruttive, nonché la ri-definizione di eventuali schemi di comportamento disfunzionali.
Qui il collegamento alla pagina dell'Università http://brescia.unicatt.it/masters_9510.html